CARNE COLOR "PROFONDO ROSSO". - Sana Cucina Italiana
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carne rossa macinata

CARNE COLOR “PROFONDO ROSSO”.

CARNE ROSSA E PROCESSATA: NUOVI RISULTATI SCIENTIFICI CONFERMANO LA SUA DANNOSITÀ.

Nel 2015 emersero risultati sul consumo di carne rossa ed i suoi effetti sul tasso di mortalità della popolazione, dichiarate dall’AIRC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) e dall’Associazione Italiana di Epidemiologia, nonché da una revisione completa dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Ora anche il British Medical Journal dedica l’intera copertina ad un importante e grande studio sugli effetti della carne rossa.

I risultati giungono dal National Cancer Institute di Bethesda, Maryland. E’ una delle undici agenzie dei National Institutes of Health facenti parte del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti. Sostiene la ricerca, la formazione, l’informazione sanitaria, la divulgazione di tutto ciò che è connesso alle cause, la prevenzione, la diagnosi e il trattamento del cancro, la terapia di supporto dei pazienti oncologici e delle loro famiglie, e la sopravvivenza al cancro.

Lo studio è stato condotto su 537 mila persone fra i 50 e i 71 anni all’inizio dell’indagine, è durato 16 anni e ha convolto 6 Stati. Basandosi su analisi e questionari alimentari di persone che facevano consumo abituale di carne rossa, lavorata, bianca e pesce, hanno dimostrato che il consumo di carni rosse e processate si correla con un aumento medio di mortalità del 26% per tutte le cause e per nove cause specifiche. In particolare tumori, malattie cardiache e respiratorie, ictus, diabete, infezioni, demenza di Alzheimer, patologie renali ed epatiche croniche. La correlazione più forte è emersa con la mortalità da epatopatia cronica che aumenta del 230% nei forti consumatori di carni rosse. In parole povere, messi in grafico i risultati, al crescere dei consumi di carne rossa aumentava il numero dei decessi.

Ma perché la carne rossa e processata fa così male?

Gli effetti negativi dipendono dall’eccessiva assunzione di ferro eme contenuto nelle carni fresche, di nitrati e nitriti nelle carni processate. Ma non sono solo questi fattori ad incidere. Altri aspetti riguardano infatti le sostanze cancerogene che si producono con i metodi di cottura (amine eterocicliche e idrocarburi policiclici aromatici), i contaminanti dei mangimi animali, un ridotto apporto di frutta e verdura.

Un altro aspetto che lascia comunque sconcertati è che l’eccessivo consumo di carne è correlato non solo ad un aumentato tasso di mortalità, ma anche ad altri eventi come uno sviluppo puberale precoce ed antibiotico resistenza.

C’è chi difende il consumo di carne sostenendo che l’uomo la mangia da sempre. Ciò è vero solo in parte: i nostri antenati mangiavano carne rossa al massimo una volta a settimana, per un totale di 5-10 kg in un anno. Oggigiorno si tende a mangiarne almeno 10 volte di più!

Nello stesso studio, i tassi di mortalità sono risultati inferiori del 25% nei gruppi che consumavano maggiori quantità di pesce e pollame, rispetto a chi faceva un uso prevalente di carni rosse.

Bisogna anche considerare che i consumi americani di carne a volte risultano superiore a quelli italiani, ma la tendenza del nostro paese è in netta accelerazione diretta proprio verso quel tipo di alimentazione. Sulla quantità di carne da consumare in una settimana non c’è ancora una reale consapevolezza e si continua a farne un uso davvero spropositato.

In realtà servirebbero vere e proprie campagne di sensibilizzazione!

 

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