BLISS POINT: LA RICERCA DEL GUSTO "PERFETTO" PER LE INDUSTRIE ALIMENTARI - Sana Cucina Italiana
17187
post-template-default,single,single-post,postid-17187,single-format-standard,cookies-not-set,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-title-hidden,qode-theme-ver-16.6,qode-theme-sanacucinaitaliana,wpb-js-composer js-comp-ver-5.5.2,vc_responsive
il bliss point del cibo spazzatura come queste donuts ci porta ad una continua ricerca di questi alimenti

BLISS POINT: LA RICERCA DEL GUSTO “PERFETTO” PER LE INDUSTRIE ALIMENTARI

Perché alcuni cibi piacciono più di altri?

Sale, zuccheri e grassi possono influenzare a tal punto il nostro cervello da portare ad una continua ricerca di determinati cibi e bevande? Che cos’è il bliss point?

A monte della produzione di ogni singolo prodotto industriale c’è un approfondito studio che spazia dagli ingredienti alle tecnologie utilizzate sino all’azione del cibo sul nostro cervello e sul conseguente nostro comportamento. Il fine ultimo delle industrie è ovviamente quello di vendere il proprio prodotto nelle maggiori quantità possibili. Come raggiungere quest’obiettivo? Spingendo il consumatore ad una ricerca costante, addirittura compulsiva, di specifici cibi e bevande in maniera ininterrotta!

A questo livello si giunge grazie a numerosissimi esperimenti volti ad individuare in un prodotto quello che viene definito il “bliss point” ovvero il punto di massimo gradimento sensoriale: è l’esatta quantità di dolcezza (il perfetto mix tra zuccheri, sale ed anche grassi), né più né meno, che rende assoluta la gradevolezza di un alimento o una bevanda. Questo punto ben si discosta dalle reali esigenze del nostro organismo e raggiunge livelli di sale, grassi e zuccheri a dir poco sconcertanti.

Il bliss point determina ciò che mangiamo e beviamo più di quanto non crediamo!

Ciò perché, purtroppo, ancora molti scelgono i prodotti da mettere nel carrello basandosi solo sulle aspettative sensoriali e sui segnali di piacere che il cervello invierà come ricompensa per aver scelto i cibi più gustosi. Il piacere che si ricava dal cibo non è un concetto vago ma può essere misurato proprio come gli altri fattori chimici e fisici: il bliss point può essere calcolato ed addizionato agli alimenti proprio come si fa per quelli arricchiti in minerali, vitamine, fibre ecc.

un supermercato pieno di alimenti industriali studiati per raggiungere il bliss point

La costante ricerca di prodotti ricchi di zuccheri (che siano dolci o salati – si pensi anche alle farine raffinate, non solo allo zucchero come saccarosio) e la voglia incontrollata, che ben si discosta da una semplice preferenza per il gusto del dolce già presente sin dalla nascita, non è da considerarsi naturale ed innata, bensì derivata dalle massicce quantità di zuccheri aggiunti ai cibi pronti che creando una dipendenza del tutto simile a quella per le droghe.

Le industrie alimentari studiano costantemente il bliss point per trovare nuove vie volte non solo alla soddisfazione delle esigenze del consumatore ma alla creazione di nuove esigenze laddove prima non esistevano.

La nutrizione e la nostra salute devono essere al primo posto al momento della scelta del prodotto da mettere nel carrello perché quel cibo determinerà una buona parte dello stato di salute nostro e di chi si alimenterà con i prodotti scelti da noi. Il consumo quotidiano di alimenti ricchi in grassi, zuccheri, sale porta solo alla ricerca di altri alimenti con le stesse caratteristiche entrando in un sistema di dipendenza non sempre facile da gestire perché una volta raggiunta la soglia di assuefazione si cercano livelli sempre maggiori per raggiungere lo stesso appagamento (come una droga!). Mangiare in maniera salutare, inoltre, non vuol dire rinunciare al gusto! Alimentarsi in maniera consapevole è la chiave per l’indipendenza! Ricordiamo sempre di leggere l’etichetta prima di mettere un prodotto nel carrello, di avere una chiara idea di ciò che si sta comprando e che prima o poi quel prodotto finirà nel nostro organismo.

 

Altre news dal blog

 



Nessun commento

Post A Comment