IL KEFIR: PROBIOTICO PER ECCELLENZA. - Sana Cucina Italiana
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un vasetto di kefir

IL KEFIR: PROBIOTICO PER ECCELLENZA.

UN’ANTICA BEVANDA DA RISCOPRIRE!

Non conosciamo l’esatta origine dei granuli di kefir, indispensabili per preparare questa bevanda dal gusto un po’ acido a base di latte o acqua fermentati. Definito l’elisir di lunga vita dei pastori armeni, si suppone che il kefir sia originario del Caucaso, ma anche il suo periodo storico non è ben delineato.

I primi studi sul kefir furono condotti  a cavallo tra il 1800 ed il 1900 dal premio nobel Ilya Ilych Mechnikov che, incuriosito dalla maggiore longevità dei pastori del Caucaso rispetto agli abitanti di Parigi, ipotizzò che fosse proprio questa bevanda la principale responsabile della loro lunga vita. Egli riuscì ad isolare il Lactobacillus bulgaricus, uno dei batteri responsabili della fermentazione del latte. Credendo che questo lattobacillo fosse essenziale per la buona salute, riuscì a convincere l’imprenditore spagnolo Isaac Carasso a sviluppare tecnologie industriali per la produzione di latte fermentato. Nel 1919 quest’ultimo realizzò il primo stabilimento commerciale per la produzione di yogurt a Barcellona, chiamando la sua impresa Danone, nome che porta ancora oggi.

In realtà la coltura madre del kefir è composta da una complessa microflora (ci sono oltre 20 specie differenti), tra cui le più importanti sono: Lactobacillus casei, Lactobacillus acidophilus, Lactobacillus rhamnosis, Lactobacillus kefiri, Lactobacillus lactis, Saccharomyces lactis, Acetobacter aceti. Queste ed altre famiglie di microrganismi utilizzano gli zuccheri presenti nella bevanda fermentandola, creando così un alimento sano, naturale e completo.

 

granuli di kefir

 

Perché il kefir fa bene?

  • Aiuta ad alleviare i sintomi in caso di disturbi intestinali, infatti se ne consiglia un uso costante soprattutto durante le terapie antibiotiche.
  • Con la sua flora batterica concorre all’insediamento di un sano ed equilibrato ecosistema intestinale.
  • Un suo consumo costante aiuta a stimolare la risposta immunitaria contro agenti dannosi ed aggressivi.
  • Può bloccare gli effetti dannosi di rotavirus ed E. coli.
  • Può ridurre l’incidenza di ulcere: le persone che hanno subito colonizzazione da parte di Helicobacter pilory, se non assumono latte fermentato a sufficienza si ammalano più facilmente.
  • Previene la candida dovuta a trattamenti antibiotici.
  • Interviene anche come coadiuvante in numerose patologie, quali ulcere gastriche e duodenali, catarro bronchiale, artereosclerosi ipercolesterolizzante, malattie epatiche e biliari, malattie renali, malattie dello stomaco e dell’intestino, diarrea, stipsi.
  • È particolarmente ricco di vitamina B1 ed una buona fonte di acido folico.
  • Fornisce anche una discreta quantità di sali minerali quali fosforo, calcio, potassio.

 

Quanto possiamo consumarne al giorno e quale preferire?

Per chi non ha mai consumato il kefir, iniziare con qualche cucchiaio al giorno sino ad arrivare anche a due bicchieri. Meglio preferire quello bianco, senza aggiunta di ulteriori zuccheri e coloranti o aromi artificiali: leggiamo sempre le etichette e scegliamo quello con meno zuccheri semplici.

Essendo una bevanda fermentata, ha un contenuto di lattosio davvero basso (massimo il 4%) e quindi può essere consumata anche dagli intolleranti a questo zucchero.

Come prepararlo in casa

Il kefir possiamo prepararlo anche a casa acquistando semplicemente i suoi fiocchi (che contengono tutti i microrganismi responsabili della fermentazione): basta unire il latte o la bevanda scelta (per esempio di soia, di riso o semplicemente acqua con un po’ di zucchero) con i fiocchi e lasciar fermentare per circa 24h in vasetti precedentemente sterilizzati e chiusi a temperatura ambiente o, se ci sono temperature eccessivamente basse, avvolti in un plaid.

Una volta pronta la bevanda, si filtra ed è pronta per il consumo. Possiamo conservarla in frigo al massimo per una settimana (più tempo passa più aumenta la sua acidità in quando continua una piccola fermentazione al suo interno). Il kefir d’acqua va conservato al massimo per 5 giorni. I fiocchi possono essere subito utilizzati nuovamente per un nuovo ciclo di fermentazione miscelandoli con nuovo liquido oppure possono essere anche congelati. Prima del loro utilizzo però aspettare 12h dal loro scongelamento.

 

Il kefir è molto diverso dallo yogurt da bere, spesso ricco di tanti zuccheri aggiunti e molto povero di microrganismi biologicamente attivi. Diversamente dallo yogurt, non è possibile produrre kefir da altro kefir ma c’è sempre bisogno dei suoi fiocchi per la fermentazione.

Se il suo gusto un po’ acidulo non è di nostro gradimento possiamo sempre abbinarlo con della buona frutta fresca, del cioccolato fondente o un po’ di miele. I benefici del kefir sono innumerevoli…iniziamo ad inserirlo nella nostra alimentazione ad iniziare dalla colazione!

 

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