MERCURIO NEI PESCI: TRE CONSIGLI UTILI PER EVITARLO - Sana Cucina Italiana
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MERCURIO NEI PESCI: TRE CONSIGLI UTILI PER EVITARLO

IL PESCE FA BENE…MA QUALE?

Sappiamo che il pesce fornisce molti importanti nutrienti benefici tra cui acidi grassi essenziali e proteine di alto valore biologico; le linee guida consigliano di consumare almeno tre porzioni di pesce a settimana variando la nostra dieta e preferendo il pesce azzurro, senza però far mancare pesci grassi come il salmone in quanto ricco di quegli acidi grassi essenziali che il nostro organismo non riesce a sintetizzare e che dobbiamo assumere tramite l’alimentazione.

Tuttavia, a seconda delle acque in cui hanno vissuto, i pesci possono presentare un alto contenuto di mercurio o altri metalli pesanti o inquinanti, come i bifenili policlorurati (PCB). I pesci di allevamento possono essere allevati con antibiotici o altri prodotti chimici. Quindi pensando di farci del bene in realtà se non scegliamo il pesce giusto finiamo solamente per accumulare nel nostro organismo sostanze dannose.

È vero che quasi tutti i pesci e molluschi presentano tracce di mercurio ma i rischi dati dal consumo non dovrebbero essere oggetto di preoccupazione, ovviamente in base alla quantità di pesce e crostacei mangiati e di mercurio contenuto. Eccezione per le donne incinte o che stanno allattando, bambini di età inferiore ai 12 anni, anziani e persone con sistema immunitario compromesso. E particolare attenzione bisogna porre nei confronti dei neonati e dei feti in quanto il loro sistema nervoso non è ancora del tutto sviluppato.

Il mercurio si accumula nell’organismo nel corso del tempo, così pesci più grandi che hanno vissuto più a lungo e che si sono nutriti di altri pesci che contengono mercurio possono rappresentare un rischio maggiore.

Come comportarci?

 

Ecco tre consigli pratici per ridurre l’esposizione al mercurio ricavati dalle linee guida della FDA (Food and Drug administration) e dell’EPA (Environmental Protection Agency):

1. Evitare il consumo di squalo, pesce spada, sgombro e tilefish.

2. Mangiare fino a 350g a settimana di una varietà di pesci a basso contenuto di mercurio: per esempio gamberi, salmone, merluzzo, pesce gatto, tonno.

Per quanto riguarda il tonno, soprattutto quello pinna gialla (tipico della pesca del Mediterraneo) contiene i più alti livelli di mercurio e quindi la sua assunzione dovrebbe essere limitata. I bambini al di sotto dei 6 anni dovrebbero mangiarne non più di 1 scatoletta al mese, salendo fino al massimo di 2 al mese fra i 6 e 12 anni.

Anche gli adulti dovrebbero fare attenzione alle quantità di tonno pinna gialla, specialmente se sono in gravidanza.

La scelta più sicura rimane quella del tonno cosiddetto “Skipjack”, ovvero il tonno dell’oceano Atlantico e Pacifico. I genitori devono comunque limitare il consumo per i figli a non più di 3 scatolette al mese, mentre gli adulti possono mangiarne anche una scatoletta alla settimana, ma non di più.

Che differenza c’è fra i due tipi di tonno?

L’Albacore, o tonno pinna gialla, è molto più grande e molto più aggressivo dell’altro, quindi accumula nelle sua fibre molto più mercurio a causa sia della sua stazza che della sua alimentazione a base di pesci abbastanza grandi, che contengono anche loro mercurio.

Lo Skipjack invece non cresce quanto l’Albacore e mangia pesci molto più piccoli, accumulando così solo un terzo del mercurio rispetto all’Albacore.

3. Se si acquista il pesce da privati, controllare i livelli di sicurezza del pesce locale. Se non vi sono informazioni disponibili limitare il consumo a 170g a settimana e non consumare qualsiasi altro pesce nella settimana.

Con opportune precauzioni possiamo quindi continuare a consumare questo prezioso alimento senza subire i danni da accumulo di metalli pensati nel nostro organismo. Nutriamoci sempre in modo consapevole!

 

 

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