CORONAVIRUS E CIBO: COSA BISOGNA SAPERE? - Sana Cucina Italiana
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CORONAVIRUS E CIBO: COSA BISOGNA SAPERE?

Prima di iniziare a parlare di coronavirus e cibo faccio una piccola ma doverosa digressione come riflessione personale. Se vuoi leggere direttamente su coronavirus e cibo passa al prossimo paragrafo.

Sulla nuova pandemia causata dal coronavirus Sars-CoV-2 se ne sentono e leggono ogni giorno delle belle e purtroppo le fake news galoppano più velocemente delle notizie vere e scientificamente provate, sia per ovvia tempistica necessaria per la ricerca e lo sviluppo di nuova conoscenza su questo virus, sia perché la gente non ha voglia di “perder tempo” leggendo noiosi articoli scientifici in inglese, ma ricerca la soluzione facile servita su un piatto d’argento. Che poi sia vera o meno, beh poco importa! Anzi, più la notizia è sensazionalistica, più le persone si sentono in diritto di diffonderla, di far vedere al mondo che in realtà ci viene nascosto tutto e niente è come sembra.

La scienza è ricerca, sperimentazione, insieme di prove empiriche che confermano o smentiscono un’ipotesi. La scienza è tempo (certo, in questo momento non c’è tempo ed è proprio per questo che sono stati approvati nuovi studi nel giro di tre giorni che, in tempi non eccezionali, avrebbero richiesto mesi o anche anni).

Bisogna chiedersi quanto probabile possa essere un dato, non domandarsi solamente se può essere vero o no! Tutto può essere vero o meno. La biologia è frutto del caos, di combinazioni casuali che hanno permesso la sopravvivenza di quell’organismo piuttosto che di quell’altro, di quella caratteristica, di quel gene…

Scegliere di divulgare una notizia senza andare a verificare le fonti (con la scusa che ovviamete fonti ufficiali non possono essercene visto che ci tengono tutto nascosto) è da criminali. Così si uccide la scienza, il progresso, lo studio e l’evoluzione. Così si insultano tanti professionisti che hanno dedicato la propria vita allo studio e alla ricerca, accusandoli di aver ricevuto un’istruzione fuorviante. Quell’istruzione fuorviante che ha portato ad un incremento della vita media, alla guarigione da malattie devastanti, alla debellazione di microrganismi letali per l’uomo, all’evoluzioe tecnologica e alle comodità quotidiane.

Condivindendo notizie non verificate si porta solo avanti l’ignoranza. La vita non è un complotto! La vita è scienza!

Ora veniamo all’argomento principale dell’articolo

CORONAVIRUS E CIBO

Ecco alcune risposte a dubbi e domande più frequenti

IL SARS-COV-2 SI TRASMETTE ATTRAVERSO IL CIBO ANIMALE?

I passati focolai di coronavirus (quelli correlati con SARS E MERS) non hanno mai presentato episodi di contagio attraverso il cibo e al momento non si ha nessuna prova che quest’ultimo coronavirus possa agire in modo differente.

La diffusione del virus è orizzontale, cioè da persona a persona e avviene tramite goccioline di aerosol rilasciate attraverso starnuti, tosse ecc.

Si consiglia comunque di rispettare sempre le norme di buona prassi igienica al fine di evitare una possibile contaminazione microbica crociata (virale o batterica) evitando di conservare assieme cibi cotti e crudi, usando un utensile differente in base al tipo di cibo manipolato. Mantenere, inoltre, la catena del freddo, disinfettare superfici ed oggetti prima dell’uso, cucinare e riscaldare il cibo a temperature adeguate (≥72°C per almeno 2’), lavare accuratamente frutta e verdura.

Importantissimo lavare le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi prima di maneggiare del cibo.

È POSSIBILE UN CONTAGIO ATTRAVERSO LE CONFEZIONI DI CIBO?

Poiché il virus resiste su superfici inanimate come il cartone per 1 giorno o la plastica per diversi giorni, esiste la remota possibilità di essere contagiati attraverso il contatto di una superficie o un oggetto che è stato contaminato dal virus se si toccano occhi, bocca o naso. Ovviamente ciò si riferisce anche alle confezioni di cibo. C’è da dire che questo tipo di infezione non è mai stata registrata e che il rischio di contrarre Covid-19 dal contatto con imballaggi alimentari contaminati è molto basso viste anche tutte le misure adottate dai negozi al fine di evitare contaminazioni.

Se lo si ritiene opportuno, per una maggiore tranquillità e sicurezza, disinfettare le confezioni prima di conservarle o lasciarle per qualche giorno in un posto non frequentato, per esempio in garage, per quegli alimenti che non necessitano di refrigerazione e che presentano lunghi tempi di conservazione.

Usiamo sempre guanti monouso quando andiamo a fare la spesa e ricordiamoci di lavare subito le mani una volta rientrati a casa.

IL SARS-COV-2 PUÒ DIFFONDERSI ATTRAVERSO L’ACQUA?

Non è stata rilevata alcuna presenza del virus nelle acque. Infatti, anche se il coronavirus può mantenersi attivo per un breve periodo in acqua, sia l’acqua di rubinetto che quella in bottiglia vengono sottoposti a trattamenti di filtrazione e disinfezione che inattiverebbe il virus qualora fosse presente.

 

Fonti:

https://www.efsa.europa.eu/en/news/coronavirus-no-evidence-food-source-or-transmission-route

https://eufic.org/en/page/food-and-coronavirus-covid-19-what-you-need-to-know?fbclid=IwAR0iOvp0O03QeUBDzGyqlMkrjL7anyB917X702eHWo8kelj7OIVhB7yr0EA

https://www.bfr.bund.de/en/can_the_new_type_of_coronavirus_be_transmitted_via_food_and_objects_-244090.html

 

 

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